|
Premio
Internazionale di Pedagogia
"Raffaele Laporta"
Che cosa avrebbe dovuto
fare l'AS.S.C.A , nata il 25 luglio 1989 a Pescara, se non inventare un Premio di
Pedagogia e di Didattica? Si, inventare, perché non esistevano in quel momento in Italia
ed in Europa. Lo proposi ai soci fondatori, che costituivano il
primo consiglio direttivo, i quali approvarono con entusiasmo l'iniziativa e insieme demmo
il via. Nacque, così, il "I° Premio Nazionale di Pedagogia e di Didattica".
Ovviamente, questo Premio si proponeva degli scopi, non poteva essere soltanto un
passatempo di un gruppo di docenti. Quali scopi? Produrre e diffondere la cultura
pedagogica, nei suoi tre aspetti di disciplina teoretica, storica e didattico-applicativa.
Dico cultura e non attività scolastica, come si persiste a
credere da parte di ignoranti della materia, oppure
interessati a svilire l'iniziativa. Produrre e diffondere
cultura pedagogica, quindi, non soltanto tra i docenti, ma
anche e, forse, principalmente nelle famiglie, in tutti i
cittadini, colti e non colti, perché tutti, anche
inconsapevolmente, siamo impegnati nella pedagogia e nella
didattica a livello non scientifico nei molteplici ambienti
della società. Tutti facciamo pedagogia e didattica con i
bambini, con i ragazzi, con gli adolescenti e con gli adulti
nella vita di tutti i giorni. E lo dimostrano i lavori che
sono pervenuti in diciotto anni all'Associazione rivolti non sempre
ai vari livelli delle istituzioni scolastiche, ma anche ad altri settori della società.
Il Premio si proponeva anche di incentivare la produzione di "saggi" pedagogici
e di "progetti" educativi a carattere scientifico che rappresentano, peraltro,
lo strumento di questo aspetto di cultura. Non posso affermare che l'iniziativa abbia
subito ottenuto consensi da parte di persone "colte" abituate ai premi di
poesia, di narrativa, di cinema e di arte, anzi è stato accolto con sospetto, quasi fosse
un intruso in un campo esclusivo di altri e, perché no, con gelosia nonché con la
preoccupazione che il nuovo nato potesse sottrarre ad essi una fetta di finanziamenti
pubblici e privati. Tra incomprensioni, ostacoli e sabotaggi iniziali il Premio, che
definii "difficile" nell'editoriale di presentazione a gennaio del 1990, ha
sfondato con un successo di partecipazione e di consensi. Non poteva essere altrimenti per
l'impegno, l'entusiasmo e il sacrificio (anche finanziario) da parte di un gruppo di soci
di una associazione di scuola, cultura ed arte che, per statuto, non aveva e non ha scopi
di lucro, e di collaboratori fissi de " Il Monitore ", una rivista anch'essa di
scuola, cultura ed arte, da me fondata nel 1965.
Pertanto,
L'Associazione ed "Il Monitore" producono cultura, diffondono cultura, anche con
lo strumento delle istituzioni scolastiche disseminate in oltre cinquemila comuni
italiani. Il Premio "Pescara" si articola in due Sezioni: "SAGGI DI
PEDAGOGIA" e "PROGETTI educativi e didattici". "SAGGI DI
PEDAGOGIA": consistono in opere di pedagogia edite da Case Editrici oppure inedite;
si articolano a loro volta in "SAGGI DI PEDAGOGIA STORICA", "SAGGI DI
PEDAGOGIA TEORETICA" e "SAGGI DI PEDAGOGIA DIDATTICA O APPLICATIVA".
"PROGETTI EDUCATIVI E DIDATTICI": consistono in veri e propri progetti redatti
da studiosi, docenti e da semplici cittadini che desiderano occuparsi di educazione e di
misurare le proprie idee con quelle di altri. Contengono le motivazioni, le finalità, gli
obiettivi, i contenuti, i criteri metodologici, la tecnica di comunicazione, le
riflessioni pedagogiche ecc.
Nel video seguente realizzato
nel 1994, il Prof. Raffaele Laporta spiega la differenza tra
il Premio di Pedagogia dell'AS.S.C.A. e gli altri Premi
Letterari presenti all'epoca in Italia.
Elenco dei vincitori
della XVIII edizione ed alcune foto della premiazione
tenutasi il 16/01/08

Clicca qui
per scaricare il regolamento della prossima XIX edizione del
Premio in formato PDF
 |